Michele Riondino

Michele Riondino, tarantino del ’79, ha studiato recitazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, diplomandosi nel 2000. La sua carriera comincia a teatro dove già durante il suo corso didattico ha la possibilità di lavorare al fianco di professionisti importanti del settore come Giuseppe Patroni Griffi, Marco Bellocchio, Emma Dante, Marco Baliani. Passando per ruoli svolti in importanti serie tv italiane e senza tralasciare il suo impegno nella creazione di nuovi spettacoli teatrali attraverso la compagnia da lui stesso fondata “Circo Bordeaux”,
Michele nel 2007 riesce a ottenere il ruolo più importante della sua carriera interpretando l’ambiguo Francesco nel Il passato è una terra straniera di Daniele Vicari e al fianco di Elio Germano. Ruolo che gli vale nel 2008 il premio come miglior attore LARA* al Festival del Cinema di Roma e la menzione speciale come miglior attore al Festival di Miami.
Dal 2008 Michele ottiene discreto successo e diversi riconoscimenti, tra cui il Golden Graal 2009 come rising star e la candidatura alla cinquina dei Nastri d’Argento 2009 per l’interpretazione di importanti ruoli in film come Fortapasc di Marco Risi, Marpiccolo di Alessandro di Robilant, presente nella sezione alice nelle città del festival del cinema di Roma 2009. Nello stesso anno è il protagonista di Dieci inverni fortunata opera prima di Valerio Mieli, selezionato al festival di Tokyo e presentato Festival di Venezia .
Il 2010 per Michele è l’anno delle conferme: viene selezionato (merito dei ruoli estremi che ha finora scelto di interpretare) come uno dei 10 migliori talenti europei e ritira il premio Shooting Star alla Berlinale , gira poi le pellicole Henry di Alessandro Piva e il pluripremiato Noi credevamo di Mario Martone in concorso nuovamente al Festival di Venezia, edizione quest’ultima dove ottiene anche il premio “Biraghi” consegnato dal SNGC** e il Nastro d’Argento colletivo. L’anno successivo lo vediamo di nuovo presente al Festival di Venezia nel cast dell’opera prima di Saverio di Biagio Qualche nuvola.
Durante quest’anno Michele si divide fra grande e piccolo schermo, infatti accetta la coraggiosa sfida di interpretare Salvo Montalbano. Protagonista di 6 film per la tv , Il giovane Montalbano prequel del fortunato ruolo interpretato da Luca Zingaretti, ed anche successo RAI del 2012. Sul grande schermo invece è il protagonista di Acciaio tratto dall’omonimo successo letterario di Silvia Avallone per la regia di Stefano Mordini ed anche di Bella addormentata, per la regia di Marco Bellocchio entrambi presentati a Venezia 69.
Nel 2012 Michele firma la regia degli spettacoli teatrali La vertigine del drago (presentato al Festival dei due mondi di Spoleto nel 2012) e Siamo solo noi che lo vedono anche interprete. Nel 2014 è il co protagonista de Il giovane favoloso (regia M.Martone, concorso ufficiale Venezia 71), è uno dei protagonisti di Maraviglioso Boccaccio (regia fratelli Taviani) e protagonista assoluto di Senza lasciare traccia (regia G.Cappai).
Grazie all’incredibile successo televisivo riscontrato con il Giovane Montalbano (che sfiora gli 8 milioni di telespettatori ed uno share del 30%), la RAI affida nuovamente a Michele i ruoli da protagonista di due importanti ed attesi progetti del palinsesto 2015: Giovane Montalbano 2 e Pietro Mennea: la freccia del sud, biopic in due puntate successo della stagione di RAI 1 che ha toccato i 7 milioni di telespettatori con il 25% di share, sulla vita del famoso atleta olimpionico.
Nella stagione teatrale 2015-2016 Michele è impegnato con gli spettacoli Orfeo e Euridice (regia Davide Iodice), Giulio Cesare (regia Alex Rigola) e Angelicamente anarchici – Fabrizio De Andrè e Don Andrea Gallo (regia Michele Riondino). Al cinema, sempre nel 2016, Michele è protagonista di due film: La ragazza del mondo (presentato a Venezia 73, dove Michele riceve il Premio Pasinetti come migliore attore) e Falchi, entambi in uscita a Novembre 2016.

Spettacoli

Angelicamente Anarchici

Michele Riondino dà voce a Don Andrea Gallo e racconta il suo quinto Vangelo: quello secondo Fabrizio De Andrè.