ÁNEMA

Concerto Napolide

“Chi nato a Napoli si stacca e perde la cittadinanza è Napolide”. Questa frase del libro “Napolide” di Erri De Luca ha ispirato e generato “Concerto Napolide” degli Ànema, quattro musicisti trasferitisi a Bologna da Napoli e dal Sud. L’incontro è tra le aule del DAMS di Bologna e contemporaneamente tra le fila dell’Orchestra del Collegium Musicum dell’Università di Bologna. Dopo aver percorso molte e differenti musiche tra la classica, il jazz, le tradizioni popolari, il rock, Marcello Corvino (violino), Massimo De Stephanis (contrabbasso), Fabio Tricomi (oud, mandolino, tamorra, tombak, darabuka) e Biagio Labanca (chitarra) si ritrovano nel 2014 per riprendere un discorso comune, l’essere “napolidi”, figli di un Sud che come dice Erri De Luca nel suo libro: “innesta nel sistema nervoso un apparecchio cercapersone che inculca in tutti i suoi”. Il progetto musicale e discografico degli Ànema nasce sul terreno del grande patrimonio musicale napoletano che viene percorso su due direzioni dello stesso binario, il passato ed il presente. Del passato viene proposta una rilettura in una dimensione puramente strumentale, il canto è affidato agli strumenti canonici quali il violino, il mandolino, la chitarra, ma anche all’oud, uno strumento arabo che ci racconta che Napoli è nel Mediterraneo e che i suoi suoni, i suoi strumenti, le sue melodie hanno radici diffuse, antiche e profonde, che vengono da altrove e da lontano, in una stratificazione che delle molteplicità culturali ha saputo fare la somma, in cui la diversità diventa generatrice di originalità e bellezza. Da questa idea di paesaggio musicale multietnico nasce l’utilizzo di strumenti percussivi arabi e persiani come la darabuka e il tombaq. Accanto all’esecuzione dei grandi classici quali “Era de maggio”, Reginella”, “O sole mio” e l’omaggio al grande Renato Carosone con “Tu vuò fa l’americano e “O sarracino”, “Concerto Napolide” propone la musica originale composta dagli Ànema, nata dalla vena creativa di quattro musicisti il cui passato, la tradizione, si “innesta nel sistema nervoso” per generare nuova musica.

Organico

  • Violino: Marcello Corvino
  • Chitarra: Biagio Labanca
  • Contrabbasso: Massimo De Stephanis
  • Percussioni, oud e mandolino: Fabio Tricomi