Moni Ovadia

Cantavamo Cantiamo Canteremo

Il valore del lavoro, i diritti sociali, l'idea di uguaglianza hanno subito negli ultimi quattro lustri un'impressionante corrosione. Di più, una demolizione. Perché? Per tante ragioni. Ma la principale è quella culturale. La sottocultura stracciona del consumo, la virtualizzazione della vita che essa propaganda sono dilagate senza che vi fossero anticorpi ad arginare una tale infezione del senso dell'esistenza e a debellarla.

Gli anticorpi contro questa pestilenziale epidemia sono i geni della cultura del lavoro, della giustizia sociale. Ma coloro che dovevano avere cura di quel patrimonio genetico si sono fatti sedurre fino all'ebbrezza dall'estetica miserabile e volgare del facile arricchimento e hanno scelto di essere ciechi davanti alle nuove servitù chi si celavano dietro allo sfavillio delle false promesse del dio mercato, e hanno guardato con sarcasmo protervo e incolto la fonte sempre
viva della memoria delle grandi passioni e delle lotte che hanno permesso all'umanità di progredire verso un mondo riscattato dall'oppressione e dallo sfruttamento.

Questa memoria è uno strumento indispensabile per l'edificazione di un futuro degno, redento dalla logica del privilegio e ha nell'immenso repertorio del canto sociale, di lavoro, politico e rivoluzionario una delle sue espressioni più poderose e ricche che appartiene di diritto a tutti gli uomini liberi che credono nel lavoro come fonte di giustizia e di uguaglianza.
Questi canti sono stati creati e cantati con questo scopo, e con questa intenzione noi li cantiamo. Sono parte inestimabile dell'eredità che spetta alle future generazioni. Anche loro li canteranno per dire:" noi siamo esseri umani titolari di dignità e diritti, non servi del denaro e del consumo".

Organico

  • Voce: Moni Ovadia
  • Voce: Lucilla Galeazzi
  • Clarinetto: Paolo Rocca
  • Fiore Benigni: Organetto
  • Fabrizio Cardosa: Strumenti a Corda