Moni Ovadia

Adesso Odessa

Lo scrittore ebreo sovietico Isaac Babel, ma soprattutto ebreo odessita, massimo cantore della perla che si affaccia sul Mar Nero, nel primo dei suoi "Racconti di Odessa" che è intitolato alla citta stessa così la definisce: "Одесса отьратительный город" (Odessa è una città schifosa). Questa leggendaria città con un po' di libertà può essere definita la Napoli ebraica del meridione russo. Ancora nei primi decenni del Novecento metà della sua popolazione era composta da ebrei, ed ebraica era la picaresca malavita che aveva il suo quartier generale nel quartiere della Moldavanka. Ebreo fu il grande Utiosov, bardo delle canzoni gaglioffe e maledette che celebrano quel mondo di banditi, tagliagole e gigolò e di donne perdute, di puttane e di vite dissipate nel gioco e nell'alcool.
Ma oltre al talento poetico maliardo della sua malavita, Odessa ha saputo segnalarsi per il suo inarrivabile umorismo ebraico che non ha eguali neppure fra gli stessi altri ebrei della yiddishkeit e quella che è stata forse la più grande scuola violinistica di tutti i tempi.
"AessO OdessA" si propone come un viaggio eterodosso e sfrontato nelle fibre dei talenti della città schifosa, per declinare l'espressività virtuosistica della sua passione per la musica classica con la passionalità viscerale delle sue canzoni mascalzone e coniugare le sue anime musicali con witz, storie e racconti di una città eccezionalmente balorda.

Organico

  • Voce Recitante: Moni Ovadia
  • Violino: Pavel Vernikov
  • Violino: Svetlana Makarova
  • Pianoforte : Pavel Kachnov