Nato a Plovdiv, in Bulgaria nel 1946, si trasferisce quasi subito con la famiglia a Milano. La sua è una famiglia di ascendenza ebraica sefardita, ma di fatto impiantata da molti anni in ambiente di cultura yiddish e mitteleuropea. Questa circostanza influenza profondamente tutta la sua opera di uomo e di artista, dedito costantemente al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario, religioso e musicale degli ebrei dell'Europa orientale.
La grande svolta è lo spettacolo Oylem Goylem ("Il mondo è scemo", in lingua yiddish), con cui si impone all'attenzione del grande pubblico. Lo spettacolo fonde abilmente musica klezmer, che Ovadia canta con voce profonda e appassionata, a riflessioni condotte alla luce della cultura e del witz, il tradizionale umorismo ebraico, a più leggere storielle e barzellette. .
Qualche anno dopo esce Es iz Amerike un viaggio teatral-musicale sull’epopea ebraica nella cultura e nello show biz statunitense, che è stato in tournèe nelle principali città italiane.
E’ nel 2006 viene alla luce il concerto Kavanàh, in cui Ovadia è accompagnato per la prima volta dal quartetto degli Arkè String Quartet.
Sono del 2007 le nuove produzioni Promo Music: i progetti teatrali Il compagno Rabinovich in cui si confronta con l’umorismo ebraico-russo, e La bella utopia. Moni Ovadia, oggi è considerato uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura ed artisti della scena italiana, il suo teatro musicale ispirato alla cultura yiddish, che ha contribuito a fare conoscere e di cui ha dato una lettura contemporanea è unico nel suo genere.